Il giorno più importante di Leto Marinetti

… un brusco e violento massaggio del calzino-sveglia, pone fine al sonno di Leto Marinetti, il calzino sembra impazzito si stringe, si contorce e si allunga bruscamente, procurando fastidiosi indolenzimenti al piede, con stizza Leto Marinetti lo tira via e si siede sul suo letto bionico, irritato e contrariato, avrebbe voluto un'altro esordio per questa giornata.
Con gli occhi ancora impastati muove leggermente le sue palpebre per attivare l'ologramma, e guarda più per abitudine che per un reale interesse, gli ultimi avvenimenti, è già sudato, sono appena passate le 07.30 e un caldo soffocante preannuncia una giornata bollente, ormai le temperature medie non scendono più sotto i 47 gradi costringendo la gente a vivere in bunker semi-interrati con sistemi idronizzati.
Leto Marinetti si prepara al giorno più importante della sua vita, un'atto consapevole e ormai inevitabile, una decisione maturata negli ultimi sei mesi che giunge nel suo momento topico, si scioglie la sua irritazione e il suo pensiero scivola verso uno stato di calma riflessiva, non può non pensare al suo passato, alla sua lunga e inspiegabile vita, ci sono stati momenti di gioia e di serenità, ma a Leto Marinetti sembra di avere trascorso la maggior parte del suo tempo inutilmente, nella solitudine e nella tristezza, il suo è un resoconto fatto di bassi, di bicchieri semi-vuoti, di scelte sbagliate, di incontri non consumati, di quello che avrebbe potuto e non è stato.
Si siede un attimo sul wc per espletare le sue funzioni e i sensori elettronici, come uno scherzo del destino, lo informano dell'ottimo stato dei suoi parametri vitali, ma a Leto Marinetti tutto ciò non interessa più, sbatte le ciglia e la sua immagine si rivela su un ologramma trasparente che gli mostra il suo viso sfatto, rigato dai lunghi capelli bianchi che incorniciano due occhi chiari e luminosi, ignari del tempo passato, un tempo lunghissimo giunto al suo centoquarantesimo compleanno.
Si reca per tempo al centro per gli ultimi preparativi, vuole vivere questi momenti in modo presente e consapevole almeno per una volta nella vita, padrone delle proprie azioni. Alle 11 e 45 del 29 Luglio 2100 Leto Marinetti entra nella sua capsula e subito viene accolto dal suono melodioso e dalla voce travolgente di Lisa Gerrard, un leggero profumo di lavanda che subito dopo muta in forti sentori di incenso e tabacco cubano completano le suggestioni sensoriali mentre sulle pareti della capsula si spalmano le immagini più importanti ed intense della sua vita.
Tutto bello ma si insinua nella sua mente ancora una volta il tarlo della bugia, l'ennesima ipocrisia, il suo sincero intento di riconciliarsi con se stesso, per tutto l'amore che non ha concesso, per tutti i no e per le tante cose sbagliate che non ha saputo correggere, fallisce miseramente, ma non c'è più tempo e Leto Marinetti concentra la sua attenzione sul pulsante rosso dritto davanti ai suoi occhi... inspira lungamente quasi a raccogliere le sue ultime briciole di quel perdono a cui aspira e che forse non gli sarà concesso poi con un movimento secco e preciso del palmo della mano schiaccia il bottone.
Immagine della serie: L'irrimediabile andare 2016
©angelozzaven

Il corpo solitario

Ci sono anche io nel libro di Giorgio Bonomi: "Il corpo solitario", L’autoscatto nella fotografia contemporanea, vol. II. Il libro, edito da Rubbettino, esamina circa 1000 artisti che lavorano con la tecnica dell’autoscatto fotografico, dagli anni ‘70 ad oggi, in 372 pagine a colori con circa 3000 immagini fotografiche.